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(it) venerdì 17 gennaio assemblea contro la repressione
From
cpa <cpa@ecn.org>
Date
Sun, 12 Jan 2003 14:00:02 -0500 (EST)
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A - I N F O S N E W S S E R V I C E
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http://ainfos.ca/index24.html
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Venerdì 17 gennaio dalle ore 20.00 Iniziativa contro la repressione al Cpa
Firenze sud
ore 20.30 cena di solidarietà con gli arrestati di Genova
ore 21.30 Assemblea dibattito con l' Avvocato Giuseppe Pelazza di Milano,
un avvocato del Foro di Roma, esponenti dei familiari ed amici dei
prigionieri politici, interventi di realtà nazionali
Nella serata Mostra sulla repressione dagli anni '70 ad oggi
Le iniziative di polizia giudiziaria degli ultimi mesi, con gli arresti e
le denunce di Cosenza e poi di Genova, hanno reso manifesta la tendenza
repressiva che da oltre tre anni si è imposta come principale risposta
dello stato ai movimenti sociali, politici e sindacali che si sono
sviluppati in questi anni. Ad essa corrisponde una tendenza generale e
storica alla guerra su scala internazionale affermatisi con l'aggressione
alla Jugoslavia del '99 e proseguita poi con la strategia della "guerra
infinita e preventiva" di Bush. Di fatto la repressione, il fronte
interno, rimane lo strumento privilegiato dalle borghesie occidentali per
combattere le istanze antagoniste e principalmente le istanze radicali e
di classe che lottano per un cambiamento reale del sistema capitalista.
Dal '99 ad oggi innumerevoli si contano le inchieste per associazione
sovversiva, il cui uso non inizia certo con Cosenza, contro strutture
della sinistra comunista ed anarchiche. Inchieste sempre gestite insieme
alla stampa, puntello necessario ed asservito di propaganda, con
l'obiettivo di isolare, criminalizzare e reprimere. Ricordiamo l'inchiesta
del '99 contro i CARC, 98 inquisiti tutti poi prosciolti, le inchieste
contro gli anarchici con la morte di Sole e Baleno, l'inchiesta contro
Iniziativa Comunista, l'arresto di A. Geri come telefonista delle Brigate
Rosse con una montatura ridicola (ricordate il bambino intelligentissimo e
la scheda del rom da cui sarebbe partita la telefonata?), l'inchiesta, con
perquisizioni e tam tam mediatico, contro 9 giovani compagni di Firenze
per una lettera "bomba" al Prefetto Serra, gli arresti di Roma di compagni
dell'Assemblea contro la repressione, l'inchiesta di Taranto contro la
Conf. Cobas fino ad arrivare all'inchiesta di Cosenza. Allo stesso tempo
la repressione nelle piazze e le inchieste e gli arresti che ne seguono
sono diventati procedimenti "normali": Torino 1 maggio '99, Firenze 13
Maggio '99, Napoli marzo 2001, Genova luglio 2001, sono esempi di gestione
dell'ordine pubblico sia del centrosinistra che della destra cui fanno
seguito appunto arresti, processi e provvedimenti restrittivi (vedi i
compagni dell'Askatasuna di Torino con obbligo di firma, divieto di
lasciare la città senza nemmeno un processo, l'ultima condanna a due anni
per gli antifascisti di Milano).
Questa strategia, comunque affermatisi a livello internazionale attraverso
molteplici accordi multilaterali e bilaterali di cooperazione giuridica e
poliziesca in primis nell'UE (mandato di cattura europeo, liste nere
antiterrorismo, divieti di partecipazione a manifestazioni internazionali,
estensione del reato di terrorismo…), non risparmia nemmeno la popolazione
immigrata sotto un duplice aspetto: sia nelle inchieste contro il
"terrorismo internazionale" con l'arresto di numerosi arabi, tutti subito
accusati di essere di Al Qaeda (come non ricordare la bufala di San
Petronio a Bologna), sia con l'aumento della pressione verso gli immigrati
in genere, legge Bossi-Fini, CPT…
La prevenzione, gestita attraverso la repressione politica, rappresenta
dunque un elemento unificante delle borghesie occidentali ed, all'interno
degli stati, delle coalizioni alternative, vedi Polo ed Ulivo, diventando
il principale strumento di cui dotarsi, da potenziare ed organizzare a
livello internazionale, per il contrasto di qualsiasi ipotesi di
cambiamento sociale.
Crediamo che la conoscenza di questi fenomeni e l'informazione, la
capacità di farne dibattito politico, la solidarietà a chi viene colpito
dalle varie inchieste, siano la base per una risposta ferma ed unitaria
agli attacchi repressivi il cui scopo è quello di indebolire, confondere,
dividere (i buoni dai cattivi?), isolare, non solo l'oggetto dell'attacco
ma tutto un movimento di protesta e di rivendicazione politica.
Ricordiamo i compagni e le compagne arrestati dalla Procura di Genova che
ancora, nel silenzio generale, sono in carcere. Accusati di reati
specifici, e per questo sottovalutando la portata politica della cosa
molti sono stati zitti, rischiano "solo" da 8 a 10 anni per devastazione,
saccheggio e … compartecipazione psichica da una procura che crede di
essere nel Far West.
Per l'iniziativa in programma venerdì 17 gennaio con la cena alle 20.30,
i cui soldi raccolti andranno per le spese legali degli arrestati di
Genova, ed il dibattito alle 21.30 abbiamo invitato l'avvocato Giuseppe
Pelazza di Milano che darà il suo contributo sugli aspetti generali
giuridici e politici, un avvocato di Roma che ha seguito molte delle
ultime vicende giudiziarie che si sono susseguite negli ultimi tempi,
dalle inchieste sugli anarchici agli ultimi arresti, un'esponente
dell'associazione familiari ed amici dei prigionieri politici, realtà nazionali
Centro Popolare Autogestito Firenze sud
Via Villamagna 27/a
0556580479, www.ecn.org/cpa
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