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(it) Giustizia da Far West ...

From "Meletta" <meletta@aconet.it>
Date Fri, 10 Jan 2003 06:53:30 -0500 (EST)


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E' di una gravità senza precedenti quanto ordito dalla Procura di Genova per 
tramite il P.M. Pellegrino: comprare uno spazio a pagamento sul giornale di 
Genova " Secolo X!X" - che si è prestato al mendicio - per pubblicare le 
foto di " 2 ricercati" ritenuti estremamente decisivi per l'indagine sul 
Luglio 2001.

Grave perchè, così facendo si rende vana qualsiasi ultima credibilità nella 
Giustizia, che di arbitrio in arbitrio è diventata un esercizio personale o 
ai fini di una parte esclusiva e che abolisce il principio formale del 
rispetto della legge, innanzitutto da parte di chi la esercità, per 
diventare l'abuso del " fine che giustifica i mezzi".

Grave perchè, la tanto richiamata libertà di stampa naufraga a Genova, dove 
un giornale prestigioso abdica alla funzione primaria del rispetto e della 
tutela delle libetà fondamentali, per rendersi complice di un atto vile che 
inaugura la sudditanza alla legge del più forte e ai sui riti da far west.
Per altro, il mirato scoop - lo sbandierato quanto illegale metodo di " 
caccia al mostro" inaugurato dalla Procura di Genova si è rivelato un 
ignobile flop.

Le 2 persone, mostrate nella foto in atteggiamento tranquillo e pacifico, 
sono 2 noti militanti della Confederazione Cobas, Giacomo Mondovì 
dell'esecutivo nazionale e Simona Cerrone dell'esecutivo romano, che 
ovviamente erano a Genova il 20 Luglio, come tutti e tutte noi, per lo 
sciopero nazionale indetto dai Cobas e dal Sindacalismo di base, in piazza 
Da Novi ( la  "piazza del lavoro e dei diritti", una delle piazze tematiche 
autorizzate)  in attesa -  insieme alla confederation paisienne di Bovè, 
alle madres de plaza de Majo, alla Cut brasiliana - dell'arrivo di migliaia 
di lavoratori, contadini e no global provenienti da tutta Italia con i treni 
speciali.

Giacomo e Simona, erano in quella piazza a "casa loro", anche se di li a 
poco nella tarda mattinata e in lato di quella piazza sono cominciati gli 
scontri tra forze dell'ordine e black blok, tanto da costringere i Cobas a 
lasciare quell'iniziale concentramento per riposizionarlo a piazzale 
Kennedy.

Qualsiasi tentativo di riscrivere la storia di quelle giornate, additando i 
Cobas e le altre realtà di movimento in qualità di "devastatori" è ridicolo, 
fuorviante e destinato a non reggere in alcun caso di fronte alla valanga di 
testimonianze, di cronache, di filmati.

Giacomo e Simona sono 2 figure pubbliche della Confederazione Cobas: 
"meraviglia " che dopo un anno e mezzo di indagini svolte a tappeto in tutta 
Italia la Procura di Genova non sia arrivata alla loro identificazione - già 
altri 2 militanti dei Cobas sono stati ascoltati come "persone informate dei 
fatti"- e Giacomo e Simona appena han saputo di essere diventati i mostri di 
turno, si sono immediatamente messi a disposizione della magistratura, che 
mentre scriviamo li sta intwerrogando a Genova.

La cosa più strana è la dosata regia della Procura di Genova sull'intera 
indagine. Ad ogni occasione in cui finiscono plaetalmente sotto accusa i 
vertici delle forze dell'ordine - in cui viene fuori il piano preordinato 
contro il movimento no global, che lascia aperto il capitolo sui politici ed 
il Governo - c' è sempre un rilancio repressivo e/o un atto eclatante contro 
il movimento (come gli arresti dei giorni precedenti, delle compagne e dei 
compagni tutt'ora in carcere) teso a distrarre l'opinione pubblica sulla 
gravità dell'operazione complessiva delle forze dell'ordine e su tutti i 
tentativi di occultamento e depistaggio delle responsabilità.

Questi "misteri" e lungaggini voluti, avrebbero immediatamente a cessare se 
la Procura dopo un anno e mezzo avesse deciso di chiudere l'intera inchiesta 
definendo le responsabilità delle forze dell'ordine nei rinvii a giudizio.
Soprattutto sulle note vicende sociali, politiche e giudiziarie di genova 
2001 ritorna di impellente attualità la necessità della Commissione di 
Iinchiesta Parlamentare.

Roma 9Gennaio2003                                                            
                                              Confederazione Cobas


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