A - I n f o s
a multi-lingual news service by, for, and about anarchists
News in all languages
Last 30 posts (Homepage)
Last two
weeks' posts
The last 100 posts, according
to language
Castellano_
Català_
Deutsch_
English_
Français_
Italiano_
Português_
Russkyi_
Suomi_
Svenska_
Türkçe_
All_other_languages
{Info on A-Infos}
(it)Il 25 aprile dei ribelli
From
Umanità Nova redazione torinese <fat@inrete.it>
Date
Tue, 24 Apr 2001 15:28:21 +0200
________________________________________________
A - I N F O S N E W S S E R V I C E
http://www.ainfos.ca/
________________________________________________
25 aprile Torino
manifestazione alle ore 15 da piazza Sabotino
IL 25 APRILE DEI RIBELLI
La data del 25 aprile 1945, celebrata dai discorsi dei politici come la
fine del fascismo e la nascita della democrazia, è diventata nei libri
della storia ufficiale una data simbolo, una sorta di spartiacque ideale
tra il bene e il male.
In realtà quel giorno, che altro non fu che l’inizio dell’insurrezione nel
Nord Italia contro i nazi-fascisti, non fu percepito con questo significato
di svolta definitiva neppure dagli stessi protagonisti che nei mesi
successivi si guardarono bene dal riconsegnare le armi agli Alleati e che
continuarono ad usarle contro i boia fascisti ma anche contro i padroni che
nel ’19 avevano finanziato quella "controrivoluzione preventiva" che
avrebbe portato gli squadristi di Mussolini a conquistare il potere.
I numerosi aspetti di continuità tra il regime fascista ed il nuovo assetto
democratico sono un dato di fatto che appartiene alla storia. Soltanto due
anni dopo quel 25 aprile ben 28 formazioni partigiane decisero di tornare,
con le armi, sui monti per affermare la loro opposizione contro un governo
che aveva rimesso in circolazione anche i peggiori torturatori della
Repubblica di Salò grazie anche all’amnistia firmata dal ministro (e
segretario generale del PCI) Togliatti, che negava persino dei
provvedimenti legislativi a favore degli ex-deportati nei lager e che aveva
iniziato la criminalizzazione di chi aveva partecipato alla Resistenza,
come testimonia il fatto che negli schedari del Ministero dell’Interno su
13.716 sorvegliati per ragioni politiche ben 12.491 risultavano essere di
sinistra.
Non è altresì un mistero che, grazie alla compiacenza dei partiti
"democratici e antifascisti" nei confronti delle direttive provenienti
dagli Stati Uniti, nell’apparato statale vennero velocemente reintegrati
questori, prefetti, magistrati, funzionari, agenti dell’OVRA che avevano
servito il regime fascista ed il governo repubblichino di Salò, così come,
sul piano economico, si andarono a ripristinare i rapporti capitalistici di
produzione e sfruttamento.
L’opera di disarmo di tutte le componenti politiche e sociali che avevano
combattuto su posizioni di radicale opposizione al capitalismo e allo Stato
sarebbe durata alcuni decenni e per conseguire tale obiettivo sarebbe stato
usato ogni mezzo: dalla repressione poliziesca delle lotte operaie alle
stragi di Stato, dalla mafia alla distruzione del sindacalismo di classe,
dalla manovalanza neofascista a strutture "parallele", dal controllo dei
mezzi d’informazione al revisionismo storico.
Per questo quanti oggi, in clima elettorale, chiamano al fronte
"antifascista" contro Berlusconi, Fini e Bossi fanno finta di non sapere
che in Italia non c’è mai stata una reale de-fascistizzazione e che la
vittoria della destra, sul piano economico e su quello culturale, è
avvenuta da tempo grazie proprio ad una sinistra riformista che, per paura
di perdere le proprie posizioni di potere, si è resa garante della
pacificazione nazionale e del controllo sul movimento operaio.
Questi anni di governo di centro-sinistra peraltro l’hanno confermato con
la guerra "umanitaria" e i bombardamenti contro la popolazione civile della
Jugoslavia, una ripresa economica che marcia al ritmo di quattro morti sul
lavoro al giorno, una gestione dell’ordine pubblico all’insegna del
manganello, una politica dell’immigrazione che vanta l’espulsione di
170.000 "clandestini" (66.000 solo nel 2000) e la creazione di campi di
concentramento (approvati con il voto determinante di Verdi e Rifondazione)
che dovrebbero ripugnare ad ogni persona civile.
Il rinnovato attivismo di diversi settori fascisti che da un lato tornano
aggressivamente allo scoperto sotto l’insegna della svastica e dall’altro,
facendo proprie le parole d’ordine anti-globalizzazione, cercano di
accreditarsi sulle scene sociali come antagonisti al "sistema" va
smascherato e combattuto con l’azione diretta, così come è stato fatto in
molte piazze in questo ultimo anno,
Nel nostro astensionismo sovversivo vi è la convinzione che a chiunque
passerà in mano il gioco, soltanto l’autonomia degli sfruttati e
l’autogestione delle lotte potranno ancora rovesciare il tavolo del potere
con le sue carte truccate.
Fascista è lo stato!
Federazione Anarchica Torinese - F.A.I.
c.so Palermo 46, tutti i mercoledì dopo le 21,15, e-mail fat@inrete.it
********
The A-Infos News Service
News about and of interest to anarchists
********
COMMANDS: lists@ainfos.ca
REPLIES: a-infos-d@ainfos.ca
HELP: a-infos-org@ainfos.ca
WWW: http://www.ainfos.ca
INFO: http://www.ainfos.ca/org
To receive a-infos in one language only mail lists@ainfos.ca the message
unsubscribe a-infos
subscribe a-infos-X
where X = en, ca, de, fr, etc. (i.e. the language code)